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Dédicace

L’Erotilla Tragedia di Giulio Strozzi Saggio Primo Terza Impressione

Strozzi, Giulio

Éditeur scientifique : Lattarico, Jean-François

Description

Auteur du paratexteStrozzi, Giulio

Auteur de la pièceStrozzi, Giulio

Titre de la pièceL’Erotilla Tragedia di Giulio Strozzi Saggio Primo Terza Impressione

Titre du paratexteAll’Illustrissimo e reverendissimo Principe Scipione Borghese, Cardinale di Santa Chiesa

Genre du texteDédicace

Genre de la pièceTragédie

Date1615

LangueItalien

ÉditionVenezia, Per l’Alberti, 1621, in-12°

Éditeur scientifiqueLattarico, Jean-François

Nombre de pages4

Adresse sourcehttp://www.opal.unito.it/psixsite/Teatro%20italiano%20del%20XVI%20e%20XVII%20secolo/Elenco%20opere/image668.pdf

Fichier TEIhttp://www.idt.paris-sorbonne.fr/tei/Strozzi-Erotilla-Dedicace.xml

Fichier HTMLhttp://www.idt.paris-sorbonne.fr/html/Strozzi-Erotilla-Dedicace.html

Fichier ODThttp://www.idt.paris-sorbonne.fr/odt/Strozzi-Erotilla-Dedicace.odt

Mise à jour2015-05-03

Mots-clés

Mots-clés français

GenreTragédie ; tragi-comédie

DramaturgieDénouement heureux

ReprésentationAristocratique ; noces

FinalitéMorale ; mélange de douleur et de joie

Mots-clés italiens

GenereTragedia ; tragicommedia

DrammaturgiaLieto fine

RappresentazioneAristocratica ; nozze

FinalitàMorale ; misto di dolore e di allegrezza

Rapporti professionali.

Mots-clés espagnols

GéneroTragedia ; tragicomedia

DramaturgiaDesenlace feliz

RepresentaciónAristocrática ; bodas

FinalidadMoral ; mezcla de dolor y de alegría

Présentation

Présentation en français

C’est avec L’Erotilla, publiée et représentée en 1615 à l’occasion des noces du prince Marcantonio Borghese avec Camilla Orsini, que débuta la carrière théâtrale de Giulio Strozzi. Elle fut rééditée en 1616, puis en 1621 avec d’autres œuvres théâtrales de Strozzi, dans le recueil I saggi poetici (Les Essais poétiques). L’Erotilla est en réalité l’unique tragédie de l’auteur, qui s’attacha ensuite à des formes plus hybrides avant de se consacrer exclusivement au genre plus moderne du drame musical. Dans cette dédicace, reprise de la première édition, Strozzi s’interroge sur la pertinence du genre tragique dans une telle occasion festive. La présence de personnages comiques induit en réalité un mélange des registres stylistiques, et la fin heureuse tend plutôt à rapprocher la pièce du genre tragi-comique, même si l’auteur s’en défend en convoquant pour ce faire l’autorité des Anciens. Un siècle avant Métastase, et bien avant Corneille, Strozzi défend la légitimité rhétorique du lieto fine (dénouement heureux) compatible avec le genre tragique. Le kairos que constituent les noces princières n’est qu’un élément parmi d’autres dans cette légitimation nouvelle, en apparence seulement contradictoire. L’insistance sur l’originalité et la nouveauté – le « philonéisme » si cher aux auteurs du XVIIe siècle –, couplée avec la force de l’opinion, témoigne surtout de l’émergence d’une authentique conscience d’écrivain.

Présentation en italien

Si tratta dell’opera che segnò il debuto teatrale del poeta fiorentino Giulio Strozzi, pubblicata e rappresentata nel 1615, in occasione delle nozze del principe Marcantonio Borghese con Donna Camilla Orsini. Ella fu ristampata nel 1616, poi nel 1621 insieme ad altre opere teatrali dello Strozzi, nella raccolta I saggi poetici. L’Erotilla è in realtà l’unica tragedia dell’autore che si avvicinò in seguito a forme più ibride, prima di dedicarsi esclusivamente al più moderno genere del dramma per musica. In questa dedica, ripresa dalla prima edizione, lo Strozzi s’interroga sulla pertinenza del genere tragico ad una tale occasione festiva. La presenza di personaggi comici induce in realtà un misto di registri stilistici e il lieto fine tende piuttosto ad avvicinare la pièce al genere tragicomico, anche se l’autore se ne difende, convocando per questo l’autorità degli Antichi. Un secolo prima di Metastasio, e ben prima di Corneille, Strozzi difende la legittimità retorica del lieto fine compatibile col genere tragico. Il kairos delle nozze principesche è solo un elemento tra molti altri in questa nuova legittimazione, solo apparentemente contraddittoria. L’insistenza sull’originalità e la novità – il cosidetto « filoneismo » cari agli autori secentisti – accoppiata alla forza dell’opinione, testimonia soprattutto l’ermergenza di un’autentica consapevolezza di scrittore.

Texte

All’Illustrissimo e reverendissimo Principe Scipione Borghese, Cardinale di Santa Chiesa

{7} Nacque la mia Erotilla nell’ozio di Padova, e cresciuta, ed allevatasi per molti anni1 a cotesta Corte, alla nuova del felicissimo sponsalizio del Signor Principe di Sulmona2 senza l’ultima sua lisciatura3 a Vostra Signoria Illustrissima si appresenta. E chi può mai rattenere in casa una donna vogliolosa4, e forse da più d’uno vagheggiata ? Io so che così sconcia non sarà da lei in quel pregio di bellezze tenuta, del quale tutte le femmine sono sì vaghe. Ma la sempli{8}ce s’inganna col darsi a credere che belle paiano tutte le cose a gl’occhi di coloro che con alcun affetto le rimirano. Si confida troppo nell’affezzione di Vostra Signoria Illustrissima verso tutte le cose mie : che ancorché ella non rimanga dalla sua gentilezza in parte alcuna defraudata, da molti però sarà con ragione schernita, per lo esser sì nuda, e manchevole in tempo di nozze alla presenza di sì gran principe comparsa. Ma che hanno a fare le tragedie con le nozze5 ? Nel vero la disconvenevolezza sarebbe grande, se la mia non fosse una di quelle tragedie, alle quali è lecito di terminare con fine allegro6, e di lasciare a bocca dolce gli uditori. Né voglio che altri per tragicommedia7 me la battezzi, percioché questi mostrarebbe di non intendere la forza di tal voce, né di sapere in qual senso l’abbiano usata gli Antichi8. Poiché tragicommedia dissero a quelle commedie solamente, nelle quali frammettevano alcun personaggio più nobile e tragico, come Eroe o Dio, ma non chiamano mai con tal nome quelle tragedie, le quali in allegrezza fecero terminare. È vero che queste tali secondo le regole d’Aristotele ?9 paiano meno perfette, ma secondo il gusto di oggidì, che è regola d’ogni regola10, sono con {9} maggiore avidità ricevute, e con maggiore pazienza ascoltate. La cagione di questo sarà forse che fattosi il mondo più mansueto e più docile, non ha il poeta di mestieri di inanimirlo11 al bene, e di ritrarlo da’ vizi con esempi sì crudeli e lacrimevoli, come contengono quelle prime maniere di tragedie lodate da Aristotile12, attissime a quella rozza e fiera antichità, con la quale poteva più la rimembranza de’ castighi che la speranza del premio. Laonde quest’altra maniera di comporre col bellissimo misto di dolore e di allegrezza raccende gli animi nostri più agevolmente alla virtù. Tale è la mia Erotilla, alla quale non altrimenti sarà lecito il comparire alle nozze, che sia dicevole a giovani donne vestite di bruno, lo stare ancora presenti ai balli e alle veglie. Scusi Vostra Signoria Illustrissima la debolezza e povertà del dono, in lui rimirando l’affetto di chi sì volentieri in tutte le cose sue se le rassegna per vero, ed obligatissimo servidore ; il quale spera finalmente doverle esser non discara13 la sua Erotilla per venirle presentata alla mano dell’Illustrissimo Cardinale Capponi, che mercè delle principalissime ed egregie sue doti, è appresso di Vostra Signoria Illustrissima, ciò è appresso di Principe {10} giudiziosissimo, in possesso di non ordinaria benevolenza, e di continuato favore. Il Signor nostro dator d’ogni grandezza quel colmo le conceda, ch’io ne’ miei versi affettuosamente le auguro e le desidero.

Di Venezia, li 29 maggio 1615.