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Argument

Gli amori di Apollo e Dafne di Gio. Francesco Busenello rappresentati in musica nel teatro di S. Casciano

Busenello, Giovan Francesco

Éditeur scientifique : Lattarico, Jean-François

Description

Auteur du paratexteBusenello, Giovan Francesco

Auteur de la pièceBusenello, Giovan Francesco

Titre de la pièceGli amori di Apollo e Dafne di Gio. Francesco Busenello rappresentati in musica nel teatro di S. Casciano

Titre du paratexteArgomento

Genre du texteArgument

Genre de la pièceDramma in musica

Date1640

LangueItalien

ÉditionVenezia : Giuliani, 1656, in-12°. (Lien vers l’édition numérisée bientôt disponible)

Éditeur scientifiqueLattarico, Jean-François

Nombre de pages2

Adresse sourcehttp://www.braidense.it/rd/02988.pdf

Fichier TEIhttp://www.idt.paris-sorbonne.fr/tei/Busenello-AmoursApollon-Argmt.xml

Fichier HTMLhttp://www.idt.paris-sorbonne.fr/html/Busenello-AmoursApollon-Argmt.html

Fichier ODThttp://www.idt.paris-sorbonne.fr/odt/Busenello-AmoursApollon-Argmt.odt

Mise à jour2013-09-27

Mots-clés

Mots-clés français

DramaturgieÉpisodes

ActionUnité

Personnage(s)Apollon ; Daphné

AutreAncien / moderne

Mots-clés italiens

DrammaturgiaEpisodi

AzioneUnità.

Personaggio(i)Apollo ; Dafne

AltriAntico / moderno

Mots-clés espagnols

DramaturgiaEpisodios

AcciónUnidad.

Personaje(s)Apollo ; Dafne

OtrasAntiguo / moderno

Présentation

Présentation en français

Premier drame du poète vénitien, Gli amori di Apollo e Dafne (Les Amours d’Apollon et Daphné) fut représenté au théâtre San Cassiano à l’automne 1640 sur une musique de Francesco Cavalli. Il s’agit de la première collaboration de Busenello avec le compositeur le plus important de l’école vénitienne. Le texte ne fut toutefois publié qu’en 1656 dans le recueil des Ore ociose (Les Heures de loisir), premier volume des œuvres littéraires du poète, dédié au Cardinal Ottoboni. Le recueil contient également les drames de la Didone, de l’Incoronazione di Poppea (Le Couronnement de Poppée), du Giulio Cesare et de la Statira. Dans l’Argument, qui suit la longue dédicace à Ottoboni, Busenello rappelle brièvement l’intrigue – ou plus exactement l’action principale – pour mieux mettre en évidence la cohérence et l’unité dramaturgique de sa pièce. Il justifie en particulier l’apparente variété des péripéties, en se drapant sous l’autorité de Guarini qui, dans sa célèbre pastorale du Pastor fido, procéda de façon identique, sans pour autant entamer l’unité dramatique. Dans un second temps, il énonce son apport personnel eu égard à la source, en soulignant la dimension rhétorique de la structure de la pièce, dont les éléments secondaires ornent l’action principale, comme les figures ornent le discours.

Présentation en italien

Primo dramma del poeta veneziano, Gli amori di Apollo e Dafne fu rappresentato al teatro San Cassiano nell’autunno del 1640, intonato da Francesco Cavalli. Si tratta della prima collaborazione di Busenello con il maggiore compositore della scuola veneziana. Il testo, tuttavia, fu pubblicato solo nel 1656 nella raccolta delle Ore ociose, primo volume delle opere letterarie del poeta dedicato al Cardinale Ottoboni. La raccolta comprende anche i drammi della Didone, dell’Incoronazione du Poppea, del Giulio Cesare dittatore e della Statira. Nell’Argomento, che segue la lunga dedica a Ottoboni, Busenello ricorda brevemente l’intreccio – o più esattamente l’azione principale – per meglio evidenziare la coerenza e l’unità drammaturgica della pièce. Egli giustifica in particolar modo la varietà delle peripezie, celandosi dietro l’autorità di Guarini che, nella sua celebre pastorale del Pastor fido, fece lo stesso, senza però intaccare l’unità del dramma. In un secondo tempo, il poeta annuncia il proprio contributo rispetto alla fonte, sottolineando la dimensione retorica della struttura del drama, i cui elementi secondari adornano l’azione principale, come le figure adornano il discorso.

Texte

Argomento

{6} Dafne1 non intendeva, o non voleva intendere, ciò che fosse Amore. Apollo2 se ne invaghì, e diede opera con le lusinghe, e co’ prieghi3 acciò che Dafne si rendesse persuasa a compiacerlo ; ma riuscitogli vano ogni tentativo si diede per ultimo4 ad inseguirla, ed essa capitata alle rive del fiume Peneo si trasformò in un lauro5. Le altre cose nel presente drama sono episodi intrecciati nel modo che vederai ; e se per aventura qualche ingegno considerasse divisa l’unità della favola per la duplicità degl’amori, cioè d’Apollo e Dafne ; di Titone6 e dell’Aurora7 ; di Cefalo8 e di Procri9, si compiaccia raccordarsi, che queste intrec{7}ciature non disfanno l’unità ; ma l’adornano, e si rammenti che il Cavalier Guerino10 nel Pastor Fido11 non pretese duplicità d’amori, cioè tra Mirtilli e Amarilli, e tra Silvio e Dorinda12 ; ma seco, che gli amori di Dorinda e di Silvio servissero d’ornamento alla favola sua. Gl’ingegni stitici13 hanno corrotto il mondo, perché mentre si studia di portar l’abito antico, si rendono le vesti ridicole all’usanza moderna. Ogn’uno abbonda nel suo senso, ed io abbondo nel mio, e trovo in me verificata la massima del nostro divino Petrarca :

« Ogn’un del suo saper par che s’appaghi »14.